c’erano una volta due persone uguali.
che però si stupivano.
non perché erano uguali perché le persone uguali non si stupiscono.
solo i pappagalli non si riconoscono negli specchi.
ma avevano una bocca e un cuore
e dicevano le cose con la loro bocca all’altro cuore.
e il cuore non se l’aspettava di sentire profumo di biancospino
e l’odore del crescione che cresce nelle rogge.
e quando sapeva che avrebbe sentito il biancospino e le rogge,
allora arrivava il fischio tenero delle foglie d’acacia tenute tra i pollici,
e poi un letto di muschio,
e poi la neve scavata e mangiata dai guanti di lana,
e poi tutto quel calore di sguardi e caminetti accesi.
e anche le stelle, dicevano, sono sempre le stesse.
ma come fai a non stupirti del cielo?